Eugenia Codronchi, la riscoperta di una autrice che visse a lungo a Castel San Pietro, scrittrice, poetessa, letterata, donna anticonformista.

 Grazie all'editrice Luciana Tufani ecco in libreria I RACCONTI DI SFINGE.

 

LA SCHEDA DEL LIBRO:

Eugenia Codronchi, che firmava le sue opere con lo pseudonimo Sfin-ge, è stata molto famosa in vita ma è oggi quasi dimenticata. Eugenia apparteneva a una famiglia imolese nobile, ricca e colta - suo padre era un uomo politico che è stato anche senatore - che le ha permesso di viaggiare e farsi una vasta cultura, ha avuto inoltre modo di cono-scere e frequentare gli intellettuali più noti della sua epoca e intrat-tenere con essi costanti rapporti epistolari.

Autrice prolifica, ha scritto, oltre ad alcuni saggi e un testo teatrale, sei romanzi e sette raccolte di racconti che affrontavano spesso temi insoliti e contenevano, per i tempi in cui erano scritti, idee avanzate.

Soprattutto nei racconti utilizza una pungente ironia per prendersi gioco di falsi moralismi e luoghi comuni.

Anticonformista nella scrittura lo è stata anche nello stile di vita: bella donna molto corteggiata ha rifiutato di sposarsi e per tutta la vita ha convissuto con una compagna di elezione, la scrittrice Bianca Belinzaghi che, con lo pseudonimo di Guido di San Giuliano, ha scritto testi di psicologia infantile e fiabe. Il ricco materiale - lettere, libri, fotografie, oggetti - che entrambe hanno raccolto negli anni fanno ora parte del Fondo Codronchi della Biblioteca Comunale di Imola grazie ai lasciti di Eugenia del 1934 e di Bianca del 1943 (quest'ultimo comprende anche un fondo musicale).

 

l'autrice

Eugenia Codronchi Argeli, in arte Sfinge, è nata a Imola il 15 aprile 1865 ed è morta a Castel San Pietro il 2 giu-gno 1934, nella sua villa-castello di Coccapane dove ha vissuto per la maggior parte della sua vita. Villa Coccapane è stata demolita, ma dove sorgeva è presente ora la tenuta Coccapane produttrice di vini.